Dheisheh refugee camp

Fondato nel 1949 il campo profughi di Dheisheh si trova a circa 3 km da Betlemme. Nato per accogliere i profughi palestinesi fuggiti dalla guerra arabo-israeliana, è gestito dall’ONU.

E’ qui che è nato Ibrhaim e sempre qui a sua volta ha costruito la sua famiglia.

Nel 1948 durante la guerra arabo-israeliana, il padre  si rifugiò qui con i genitori in attesa che la situazione politica tra israele e palestina si sistemasse. Passarono gli anni e il padre di Ibhraim si sposo’ con una ragazza conosciuta nel campo. I genitori di Ibrahim erano convinti di tornare nelle loro case, nella loro terra e all’epoca il campo era formato da un agglomerato di tende e capanne. Tuttavia, poiché l'occupazione israeliana sembrava non avere fine, i palestinesi dovettero accettare la nuova realtà e iniziare a fare di questi campi la loro casa reale, nella misura in cui la famiglia cresceva. Nei decenni successivi nacquero Ibhraim e i suoi fratelli e sorelle. Ampliarono le case, pavimentarono le strade, aprirono negozi e con il passare del tempo il campo si è trasformato e le tende sono diventate prima casette in cemento e successivamente case a più piani per sistemare tutta la famiglia che piano piano si allargava. Ibrhaim si è sposato a sua volta ed ha due splendidi maschietti, e in arrivo una feminuccia.

 

La vita in un campo profughi è abbastanza simile alla vita in ogni sobborgo, con la differenza che qui le case non sono numerate, le strade sono senza nome, ci sono dipinti pro-Palestina ovunque e spesso ci sono incursioni della polizia israeliana, in quanto nei campi profughi vi è la maggior parte degli attivisti. In risposta a queste incursioni, gruppi di bambini e adolescenti si riuniscono sui tetti per lanciare pietre ai militari. A volte la polizia risponde con violenza, ferendo e talvolta anche uccidendo i ragazzii, i cui volti sono rappresentati sulle mura di Dheisheh .

 

Ibrahim però non si è rassegnato e sogna di poter tornare un giorno nella terra dei suoi avi e soprattutto spera che i figli possano avere un futuro migliore e non più precario. Nel 2048 scadrà il mandato dell’ONU e la situazione non sembra in fase di risoluzione.